Angels and Pincushion

“In character, in manner, in style, in all things, the supreme excellence is simplicity.”

Long term pantone 2016/17

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Via trendcouncil.com

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Via patterncurator.org

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Via patterncurator.org

Collezionando borse vintage e borse iconiche – part #3 – Gucci

Riprende la serie dedicata alle borse vintage, questa volta dedicata a Gucci.

La maison Gucci è stata fondata nel 1921 a Firenze ed originariamente produce prevalentemente pelletteria e valigeria in cuoio. Negli anni successivi poco per volta si espande a Milano e Roma. L’azienda regge anche durante la seconda guerra mondiale, ma a causa della carenza di cuoio, pur di portare avanti la produzione, sperimente altri tipi di materiale come la canapa, lino e iuta. Nel 1947, un artigiano Gucci crea la Bamboo bag, borsa a mano con forma di sella e con il manico in bambù, materiale che abbondava sulle rive dell’Arno. Nel 1953 Gucci apre a New York. Se volete altri cenni storici potete trovarne qui, io proseguo con i punti salienti che interessano gli appassionati del vintage, e li trovate qui si seguito:

  • Nel 1950 è introdotto il tema della striscia verde e rossa,  ispirato ai sottopancia delle selle
  • Negli anni ’60 viene introdotto il logo della doppia G ad incastro
  • Negli anno ’70 l’azienda ha un picco di produzione ed inizia a far fare alcuni articoli all’estero, penalizzando la qualità che fino ad allora l’aveva contraddista. In quel periodo, oltre ad aumentare la produzione di borse la maison Gucci ha prodotto anche qualsiasi altro tipo di cosa vi possa venire in mente (tipo porta sale e porta pepe, orologi, gioielli, pianoforti – solo 3 fortunatamente – interni per auto Cadillac, carta igienica con motivo – manco a dirlo – a strisce verde e rossa… quando dicevo tutto era proprio tutto eh)
  • Negli anni ’80… beh, è l’apice direi. Gucci diventa definitivamente uno status simbol e nessuno ne può fare a meno.
  • Nel 1994 Tom Ford diventa il direttore creativo di Gucci ed il marchio ha nuova energia. Nello stesso periodo molti degli articoli in produzione vengono tolti, dando all’azienda una direzione precisa e focalizzandola su pochi ma chiari obiettivi.

Dopo questa veloce panoramica, parliamo delle borse.

Le prime borse Gucci non hanno un numero seriale, non hanno timbro, non hanno nulla. Quindi è difficile riconoscerle, a meno che vostro nonno o il vostro prozio non sia stato un artigiano al soldo del sig. Gucci. Dal 1950 al 1970 circa all’interno delle borse è possibile vedere impressa la scritta in oro Gucci. Alcune borse hanno inpressa la scritta “Gucci made in Italy” o semplicemente lo scudo Gucci impresso, sempre color oro. Alla fine degli anni 1980 ai primi del 1990 Gucci ha sostituito i marchi impressi con una placca in metallo con la scritta ” GUCCI ” o “Gucci Made in Italia “, con lo scuco Gucci nella parte anteriore. Nelle borse post 1990 il numero seriale esiste e va da 10 a 13 cifre, suddiviso su due righe: riga superiore identificativo del m0dello Gucci, riga inferiore numero seriale dell’articolo. Le cerniere delle tasche interne, quando ci sono, sono in metallo: le cerniere saranno in plastica nelle borse post 1970, tendenzialmente in quelle monogrammate.
Ma ora, spazio alle immagini.

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Esempi di marchi Gucci vintage

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1970 – Jacqueline Onassis indossa una borsa Gucci, ribattezzata poi Jackie O

June 1996 a

Roma, giugno 1996 – Lady Diana

The African Queen

1951 – Lauren Bacall indossa un bauletto Gucci. Lei, Humphrey Bogart e Katharine Hepburn stanno lavorando alla realizzazione del film “La Regina d’Africa”

Truman Capote and Barbara Babe Paley in Paris, 1959

Parigi, 1959 – Truman Capote e Barbara “Babe” Paley: la signora, oltre ad indossare la borsa Gucci, porta anche un paio di mocassini, sempre Gucci.

ca. 1971, Rome, Italy --- Russian model, Veruschka, walking with two dogs in the Borghese Gardens of Rome, wearing a light suede vest and short shorts with a dark shirt and leather belts by Gucci, a wide-brimmed black straw hat by Remo Argenti, and knee-high black leather boots by Mario Valentino, and holding a large shoulder bag and travel bag by Gucci. --- Image by © CondÈ Nast Archive/CORBIS

ca. 1971, Rome, Italy — Russian model, Veruschka, walking with two dogs in the Borghese Gardens of Rome, wearing a light suede vest and short shorts with a dark shirt and leather belts by Gucci, a wide-brimmed black straw hat by Remo Argenti, and knee-high black leather boots by Mario Valentino, and holding a large shoulder bag and travel bag by Gucci. — Image by © CondÈ Nast Archive/CORBIS

 

 

 

Collezionando borse vintage e borse iconiche – part #2

Il post di utilità dedicato al riconoscimento di borse vintage e borse iconiche oggi è dedicato a Chanel. Dopo aver fatto una piccola ricerca, è emerso che l’oggetto del desiderio più ricercato (o per lo meno, uno dei più ricercati) è la ‘Classic Chanel Flap Bag’, universalmente riconosciuta come Chanel 2.55.

Iniziamo dalle nozioni basilari: come detto sopra, il nome ufficiale della Chanel 2.55 è ‘Classic Chanel Flap Bag’. Questa borsa è stata prodotta per la prima volta da M.lle Coco nel febbraio 1955, e da allora il modello è stato rivisto (molto poco in realtà, sono solo state aggiunte altre borse con dimensioni diverse) e riproposto in molteplici varietà di pellame e colori, con a volte delle divagazioni sul tema.

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Chanel 2.55

Se qualche felice ragazza possiede una Chanel 2.55 che magari le è stata passata da mamma, nonna, zia o simili, sappia che il valore di questa borsa aumenta di circa il 30% ogni anno.

Ma passiamo al cuore del post, ovvero come fare a riconoscere una Chanel 2.55 vintage originale da una borsa falsa.

  • Se la borsa che vi capita di osservare è in pelle, toccatela: solo il miglior pellame è usato per le 2.55. Aprite poi la borsa: l’interno dovrà essere bordeaux ed aderire bene alla borsa (niente bolle, pieghe, niente scuse da parte del venditore); raramente l’interno potrebbe essere nero; il marchio è impresso nel classico carattere Chanel e la borsa dovrà essere made in France; più di recente anche made in Italy (più raro): se trovate la scritta made in Paris, lasciate perdere: è sicuramente falsa. Altra cosa importante è il numero seriale: le borse ante 1983 non lo hanno; quelle prodotte dal 1984 hanno un numero seriale di 6 cifre; produzione dal 1987 numero seriale di 7 cifre; produzione dal 2005 ad oggi numero seriale di 8 cifre (se volete approfondire la storia dei numeri seriali, qui trovate notizie più dettagliate: a guide to Chanel serial stikers )
  • La catena è placcata in oro 24k (questo è uno dei motivi per il quale il vintage Chanel ha sempre una certa patina particolare) e potrebbe essere di due tipi: o quella a maglie doppie oppure la singola con inserto in pelle. Per la seconda catena, prestate attenzione a tutta la lunghezza, perchè ci sarà una maglia libera, ovvero senza avere l’inserto in pelle.
  • Gli angoli di una Chanel 2.55 sono più pronunciati rispetto ad una Chanel finta, che in genere li ha più stondati.
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A sinistra una Chanel 2.55 originale, a destra una Chanel finta – notare la patina sia sulla pelle che sulle parti in metallo – thanks to www.vintageheirloom.com for this picture

Le informazioni sopra sono solo delle linee guida che potranno essere approfondite tramite questo sito che è www.vintageheirloom.com, che contiene la guida ‘How to autenticate a Chanel bag’, una delle migliori guide online che contiene informazioni sul mondo Chanel. Dopo avere studiato, beh, let’s shop a Chanel 2.55 bag.

Collezionando borse vintage e borse iconiche – part #1

Da qualche anno a questa parte il mercato del vintage è diventato particolarmente vigoroso, e sono spuntati un pò d’appertutto negozietti vintage che propongono articoli che loro ritengono tali, come sono spuntati, sopratutto nel panorama web, esperti vintage che possono riconoscere stili, epoche, borse vere, borse false. Intendiamoci bene eh: qualcuno che padroneggia l’argomento c’è, ma in confronto alla maggioranza, sono molto pochi, purtroppo.

Nel mio piccolo, vorrei condividere qualche nozione imparata in anni di frequentazione di mercati, aste, musei, negozi (a volte è un duro lavoro, ma la formazione è sacrosanta :), acquisti giusti per caso, sbagliati per caso, acquisti sbagliati volontariamente ed acquisti sbagliati perchè mi sono lasciata abbindolare da sedicenti venditori (questa è sempre formazione sul campo eh).

Ma andiamo per punti salienti.

  • Rivolgetevi sempre ad un venditore di fiducia, che non è banale. Con l’aiuto di internet ne potete trovare di ottimi e potete far affidamento su eventuali recensioni che potete trovare in rete; uno dei miei venditori preferiti on-line è www.ninafurfur.com ; se non utilizzare il mezzo telematico, il buon vecchio e sano passaparola va benissimo. Non vorrei ripetermi troppo, ma fate particolare attenzione a chi vi suggerisce in vendita borse vintage originali a prezzi bassi ed invece cerca di rifilare solo falsi usati e di pessima qualità: in giro ce ne sono quantità incredibili.
  • Seguite il vostro istinto: se la borsa che avete davanti non vi convince del tutto, non acquistatela. Sono i particolari che formano tutto l’insieme, e se qualche particolare non vi convince, lasciate stare.
  • Cercate sempre i numeri seriali e verificateli  (anche se non tutte le borse ne sono in possesso: le Chanel più datate non hanno numero seriale, mentre le piu recenti hanno un serial number di 8 cifre; anche le Louis Vuitton piu datate non hanno numero seriale, e via dicendo)
  • Toccate sempre le vostre borse, guardatele bene, controllate i dettagli come le cuciture, le incisioni, le parti in metallo, le cerniere. Difficilmente una borsa di Hermes avrà delle scuciture o dei fili tirati.

Insomma: una borsa di buona qualità e di buona fattura è un acquisto che rimane nel tempo, ed è anche come un assegno post-datato, potrebbe ripagare a lungo andare. Un esempio su tutte (ma è solo il primo della serie) è la Birkin di Hermes, armoniosa nelle forma e nella fattura.

Di seguito vi propongo una sequenza di foto dove potrete vedere la differenza tra borsa vera (foto di sinistra) e borsa falsa (foto di destra)

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Borsa mod. Birkin di Hermes – Fronte – la borsa a sinistra è originale, quella a destra è falsa – notare le proporzioni diverse – grazie a http://www.blogdimoda.com per le foto

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Borsa mod. Birkin di Hermes – Retro – la borsa a sinistra è originale, quella a destra è falsa – notare le prooporzioni diverse – grazie a http://www.blogdimoda.com per le foto

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Particolari della chiusura in metallo (originale a sinistra, falso a destra)  – grazie a http://www.blogdimoda.com per le foto

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Altri particolari della minuteria: originale a sinistra, falso a destra – grazie a http://www.blogdimoda.com per le foto

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Particolari della scritta color oro impressa sulla pelle: notare la differenza tra il naming originale (sinistra) e quello finto (destra) – grazie a http://www.blogdimoda.com per le foto

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Particolari del lucchetto: originali i primi due a sinistra, falso quello di destra: notare le diverse incisioni sul metallo – grazie a http://www.blogdimoda.com per le foto

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In buona sostanza, quella è la borsa che dovreste trovarvi davanti, in caso doveste fare l’investimento. Thanks to Kylie Jenner for this amazing picture.

 

Mood of the day

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Trovato su artssake.tumblr.com

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They looks differents.

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My favourite denim

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Chanel Haute Couture

The supreme excellence is simplicity

Sophie Gengembre Anderson 1823-1903

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I would like to kiss you every minute, every hour, every day

Audrey Hepburn and George Peppard on the set of Breakfast at Tiffany’s

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René Maltête (1930 - 2000) 'The Garden of Luxembourg', Paris, 1960

René Maltête (1930 – 2000) ‘The Garden of Luxembourg’, Paris, 1960

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Do stuff that matter

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The Birth of Venus, detail, by Alexandre Cabanel, 1863

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